Maria Teresa Cucchiari – una perla educatrice nascosta in Abruzzo

Conosciamo tutti San Giovanni Bosco, San Giuseppe Calasanzio, Sant’Angela Merici, ma accanto a questi santi famosi esiste una schiera di religiosi (canonizzati o meno) che per secoli hanno contribuito a rendere il nostro paese cristiano. Oggi desideriamo far conoscere una donna romana che partì per l’Abruzzo per accender l’amor di Dio nelle anime delle bambine. Occorre prendere spunto da lei: per essere missionario tra i giovani, non serve andare in paesi lontani.

a cura di Gianfranco Caserta

Come abbiamo appreso dall’opuscolo: “Una missionaria nell’Avezzano del ’700”, curato da Rossella Pantanella, nel 1762 Madre Maria Teresa Cucchiari, con alcune sue consorelle, partì da Roma per la cittadina abruzzese con lo scopo di svolgere una missione rivolta alle ragazze delle famiglie meno abbienti per le quali, all’epoca, non era previsto alcun tipo d’istruzione in quella zona.

Nel XVIII secolo in Avezzano, nel periodo dell’arrivo di Madre Cucchiari, la situazione non era delle migliori: vi erano controversie sociali dovute alla carestia del 1764, una dura pressione fiscale, forti gelate nel 1765-66, gli innalzamenti dell’incostante Fucino che sottraevano molte terre fertili poste nelle vicinanze del lago. Il quadro della popolazione vedeva una ventina circa di grandi famiglie di proprietari terrieri mentre la maggior parte degli abitanti era formata da bracciali, che lavoravano a giornata. Il quadro urbano rispecchiava la composizione sociale con i palazzi delle grandi famiglie posti sulle due vie e piazze principali mentre il resto della popolazione abitava in modesti edifici lungo i vicoli dei poveri quartieri periferici.

Maria Teresa Cucchiari era nata a Roma, a pochi passi da Piazza Barberini, il 10 ottobre 1734; frequentò, con la famiglia, la chiesa di San Carlino dove, nelle ore di preghiera, si sentì sempre più attratta dal mistero ineffabile della SS. Trinità e manifestò la sua indole generosa e altruista, pronta al sacrificio e alla rinuncia di sé. Nel 1760 Maria Teresa ricevette l’improvvisa chiamata del Signore e l’anno successivo entrò nella Confraternita del Terz’Ordine della SS. Trinità di San Carlino. Fortificata dalla preghiera e temprata dallo studio e dalla penitenza sotto la guida dei Padri Trinitari, ella si diede a elaborare un grande progetto: una “riforma” della Regola delle Suore Trinitarie di clausura che consentisse ad un corpo di Terziare vestite dell’abito religioso, di vivere “extra claustra” dedicandosi alla redenzione della gioventù femminile attraverso l’educazione. Strumento del progetto sarebbe stata l’apertura di scuole per affrancare la gioventù dall’ignoranza e per la salvezza delle anime, attraverso la diffusione della conoscenza della dottrina e della morale cristiana. Rimaneva da stabilire dove mettere in pratica tali santi propositi ed ecco che un filo provvidenziale viene a legare la vocazione della romana Maria Teresa Cucchiari e le sfortunate ragazze avezzanesi, filo ancor più notevole in quanto Roma era parte dello stato pontificio mentre l’Abruzzo era parte del regno dell’Italia meridionale. La famiglia Colonna che possedeva una importante residenza e vasti feudi nell’avezzanese, vide un suo esponente di spicco: Marco Antonio Colonna diventare il Cardinal Vicario dell’Urbe e questi, constatato, con grande dolore, lo stato di trascuratezza in cui versavano le fanciulle e le madri di famiglia in Abruzzo, specialmente le più misere, volle soccorrerle inviando in Avezzano alcune maestre.

In quel periodo in Avezzano il grado di alfabetizzazione della popolazione era estremamente basso, le famiglie abbienti, dopo aver impartito l’istruzione primaria in casa ai propri figli, potevano iscrivere i ragazzi nell’unica scuola superiore e le ragazze nell’educandato del monastero domenicano di Santa Caterina riservato a chi intendeva monacarsi o a chi, altrimenti, fosse in grado di contribuire alle spese dell’istituzione. Allo stesso tempo la scuola primaria comunale per i figli delle famiglie non abbienti non solo era esclusivamente maschile ma, per le scarse risorse del municipio, spesso l’attività didattica s’interrompeva per lunghi periodi; per le bambine e le ragazze la situazione era anche peggiore: in Avezzano non esisteva alcuna scuola femminile accessibile.

Ma i Padri Trinitari vennero a conoscenza della volontà del cardinale Colonna e così gli sottoposero il progetto educativo di Maria Teresa Cucchiari; il buon porporato ne rimase entusiasta e chiese al Vescovo, Benedetto Mattei, della cittadina abruzzese, la necessaria approvazione per l’insediamento del nuovo istituto. Di fronte all’iniziale diniego di questi, il Colonna si prese l’impegno di garantire la riuscita della fondazione della Scuola Pia Trinitaria, infatti per il Cardinale l’istruzione delle donne, destinate ad essere le prime educatrici dei loro figli, era un elemento indispensabile per la salvezza delle anime. (In seguito, però, anche il Vescovo Mattei apprezzerà il lavoro svolto dalle Suore Trinitarie nella sua Diocesi e non farà mancare il suo pieno consenso).

L’otto settembre 1762, festa della Natività di Maria, Maria Teresa Cucchiari, Marianna Rizzotti e Anna Reina vestirono l’abito trinitario nella chiesa di San Carlino e il Cardinal Colonna, conferito alla Cucchiari il titolo di Madre, la pose a capo del nuovo istituto per il quale Madre Maria Teresa scriverà in Avezzano le Regole al fine di stabilire comuni linee di condotta di vita per le religiose e uniformarne l’attività. Secondo la volontà del Cardinale, le Maestre Pie Trinitarie di Avezzano, sottoposte al Vescovo diocesano e ai Superiori dell’Ordine, istituirono nel settembre 1762, la Scuola Pia Trinitaria dove, gratuitamente, anche le figlie dei poveri potevano apprendere la dottrina e la morale cristiana, imparare a cucire, a fare i lavori cosiddetti “donneschi”, a scrivere e a leggere. Nella corrispondenza di Madre Maria Teresa emergevano evidenti alcuni elementi costanti, caratteristici del suo apostolato missionario: l’umile abnegazione nell’adempiere i propri doveri di educatrice, la serena accettazione della povertà, l’amore e il grande senso di responsabilità verso le giovani affidate alle sue cure, la certezza nell’azione salvifica della Grazia e la fiducia nella Divina Provvidenza, come pure la gratitudine nei confronti dei benefattori, in particolare del Cardinale.

Le Maestre s’impegnarono a provvedere al proprio sostentamento senza gravare sul Comune; le magre entrate delle Suore, con le quali dovevano pagare anche l’affitto della loro abitazione adibita a scuola, provenivano esclusivamente dall’emolumento corrisposto dal Cardinale e dalle elemosine delle famiglie avezzanesi più abbienti. Nel corso degli anni, il Cardinale continuerà a seguire il fecondo lavoro svolto dalle Suore Trinitarie, come testimoniano gli scambi epistolari con la Fondatrice e, nel suo testamento, destinò, una “elemosina mensuale” a favore di Madre Maria Teresa vita natural durante: un riconoscimento personale che attestava la stima da lei goduta presso il Cardinal Vicario di Roma. Le elemosine raccolte, però, erano spesso insufficienti anche solo a garantire la sopravvivenza delle Maestre che, impiegate nel gravoso esercizio della scuola (il numero delle alunne arrivò anche a duecento), dovettero applicarsi soprattutto a lavori di cucito, rammendo e ricamo strappando le ore al sonno ma anche al pesante lavoro nei campi, affrontando grandi sacrifici, pericoli e, purtroppo, le incomprensioni che derivano dalla loro condizione di religiose “straniere”. Povertà, sacrifici e umiliazioni furono una prova costante a cui Madre Maria Teresa si sottopose con piena accettazione per tutta la vita, sorretta dalla fede e animata dall’amore per il prossimo, affrontò tra gli stenti anche una malattia che la colpì nei suoi ultimi anni. Intanto, la fama della Scuola Pia di Avezzano si diffonde raggiungendo anche le altre diocesi abruzzesi. Dopo quella di Avezzano, Madre Maria Teresa apre la scuola di Cappadocia (1765), L’Aquila (1777), Sulmona (1786), Roma (1787) e Lanciano (1798).

Nell’autunno di tre anni prima Madre Maria Teresa Cucchiari si era ammala seriamente: una lunga e dolorosa malattia cronica la costringerà a letto fino alla morte, obbligandola ad assumere medicinali e a ricorrere ad un vitto particolare. Ciò nonostante, continuò a lavorare senza risparmiarsi, seguendo l’operato delle varie Case Trinitarie e prodigandosi a vantaggio della popolazione di Avezzano, sempre affidandosi alla preghiera e confidando nell’aiuto della Divina Provvidenza. Il 31 maggio 1801, dieci giorni prima di morire, nominò la suora destinata a succederle come Superiora a cui raccomandò la continuazione in esattezza e virtù, riguardando l’educazione delle fanciulle, come il principale dovere della Religione e carità Cristiana. Il 10 giugno 1801, dopo trentanove anni di abito trinitario trascorsi ininterrottamente ad Avezzano, Madre Maria Teresa Cucchiari morì nella sua casa in Piazza del Pantano, già venerata in vita, tutta la popolazione di Avezzano la pianse come una santa partecipando al solenne funerale. Come ultimo tributo a Madre Maria Teresa Cucchiari e in riconoscimento della fama di santità che l’accompagnava, le fu concesso un onore certamente inusitato all’epoca per una donna: la sepoltura nel sepolcro dei sacerdoti semplici ai piedi dell’altar maggiore.

Urna con le spoglie mortali di Madre Cucchiari. Dal 2021 è collocata nella chiesa di San Giovanni ad Avezzano (AQ).

L’opera della Madre è stata portata avanti e le scuole da lei fondate e quelle in seguito aperte dalle Suore Trinitarie hanno formato generazioni di giovani fino al presente. Grazie al suo impegno il carisma trinitario si è diffuso in una regione in cui l’Ordine Trinitario era storicamente assente. A partire dal 1767 ha promosso la nascita in Cappadocia del Terz’Ordine Trinitario, rimasto attivo fino ai primi anni del ‘900 e oggi rifiorito ad Avezzano, Cese e Luco dei Marsi. La presenza delle Suore Trinitarie ha favorito, fin dall’800, la vocazione di molti giovani nell’Ordine Trinitario e ancora oggi sono numerose le Suore Trinitarie native della Marsica. Dopo la sua morte, la fama della santità di Madre Maria Teresa Cucchiari si è diffusa ben presto da Avezzano e alimentata dalle preghiere si è tramandata, viva e vitale, fino a noi. Oggi moltissime persone pregano e chiedono grazie e speciali favori a Dio per mezzo della sua intercessione: il suo nome viene invocato con fede in Italia, negli Stati Uniti d’America, in Madagascar e nelle Isole Filippine, ultima terra di missione delle Suore della SS. Trinità. Attualmente è in corso la Causa di Canonizzazione di Madre Maria Teresa Cucchiari: l’inchiesta diocesana si è aperta in Avezzano il 29 giugno 1996, con decreto del Vescovo dei Marsi, Mons. Armando Dini. Nel 1999, a cento anni dalla chiusura della loro prima Casa, le Suore della SS. Trinità sono finalmente tornate ad insegnare ad Avezzano nella Scuola Parrocchiale di San Giovanni, le Trinitarie continuano a trasmettere ai bambini di oggi il messaggio di amore di Madre Maria Teresa Cucchiari: fede in Dio, fiducia e speranza nella Provvidenza Divina, misericordia e redenzione per tutti.

La professione religiosa

Sebbene le Regole non facciano obbligo alle Maestre Pie Trinitarie di far voto di ubbidienza, castità e povertà, dieci anni dopo la sua vestizione Madre Maria Teresa manifestò il desiderio di professare i voti semplici. L’introduzione del vincolo della Professione religiosa non fu solo un evento importante nella vita della Fondatrice, ma costituì anche un passaggio fondamentale per il futuro sviluppo del suo Istituto, poi evolutosi nell’attuale Congregazione delle Suore della SS. Trinità. Assai significativa fu la scelta di Madre Maria Teresa di celebrare l’evento in Avezzano, piuttosto che a Roma, al fine di rafforzare il suo legame con l’amato popolo avezzanese.

La formula era la stessa usata dai Padri Trinitari, ma ella vi aggiunse un sostanziale elemento di novità: un quarto voto, quello della “perseveranza”. Con l’atto della Professione, dunque, intese rivolgere a Dio la più difficile delle promesse, quella di perseverare nell’opera intrapresa, impegnandosi nella riuscita del progetto di redenzione della SS. Trinità: una intuizione profonda che caratterizza il ruolo di fondatrice e di “riformatrice” svolto da Madre Maria Teresa Cucchiari in seno all’Ordine Trinitario.


NB: Ovviamente sarebbe auspicabile che nascessero dei Maestre Pie Trinitarie legate alla Tradizione. Non stanchiamoci di pregare affinché tutto ciò, un giorno, si renda possibile.