Francesco Saverio Petagna (1812-1878)

A Napoli, alle ore 11 del giorno 13 Dicembre del 1812 apriva gli occhi alla luce il quintogenito dell’orafo napoletano Domenico Petagna e di Angelica Cataldo; il neonato nel medesimo giorno, al fonte battesimale, ebbe i nomi di: Francesco Saverio Maria Tommaso Vincenzo.

Frequentò gli studi nel seminario arcivescovile della sua città natale. Venne ordinato sacerdote il 19 dicembre 1835 a 23 anni con dispensa sull’età, dall’Arcivescovo Cardinale Filippo Caracciolo. Negli anni del suo sacerdozio si rivelò attivo e zelante nel ministero con diversi impegni, gli incontri nelle cappelle serotine, l’assistenza ai malati nell’ospedale degli Incurabili e ai detenuti del carcere di Castel Capuano. Fu inoltre docente nel liceo di Napoli e di Sacra Scrittura e Teologia dogmatica ai giovani chierici del seminario locale. Fu direttore della casa “Regina del Paradiso e S. Filippo Neri” che si occupava dell’assistenza alle ragazze orfane.

L’11 gennaio 1850 venne nominato Vescovo di Castellammare di Stabia dal re Ferdinando II di Borbone, nomina confermata dal Papa Pio IX il 20 maggio.

Vescovo zelante e operoso prestò attenzione ai problemi sociali e politici del suo tempo dando anche esempio di vita sacerdotale semplice e povera. Entrato in diocesi, si adoperò per portare unità nel presbiterio, per formare i sacerdoti, per istruire i fedeli, per promuovere opere caritative a favore dei poveri e degli emarginati. Per meglio raggiungere questi scopi egli fondò la Congregazione della Missione, formata da sacerdoti incaricati dell’evangelizzazione e della catechesi e, iri particolare, di animare le cappelle serotine per la catechesi e istituì una Congregazione sacerdotale i cui membri professavano i consigli evangelici.

Era molto presente sul territorio, visitando spesso i parroci, amministrando i sacramenti, rendendosi presente nei momenti difficili, come quelli delle ricorrenti epidemie di colera. Da Vescovo rivolse le sue prime cure al seminario per l’educazione del giovane clero: diede incremento agli studi, invitò professori esperti nelle scienze filosofiche, teologiche e canoniche; istituì nuove cattedre. Si applicò con vigore a quella che è la parte essenziale del governo di un Vescovo, cioè la conservazione e l’aumento della fede nel suo gregge.

Nell’Italia, tra periodo borbonico e vicende unitarie, Francesco Saverio Petagna fu tra i vescovi che seppero coniugare la fedeltà al Magistero ed una vita ascetica intensa.

In seguito ai moti rivoluzionari del 1860 sperimentò l’esilio per sei anni a Marsiglia, dove ancora permane il ricordo della sua santità e del suo zelo di confessore. A Marsiglia, come si legge nella rivista “La semaine liturgique de Marseille”, Mons. Petagna rifulse immediatamente per la santità di vita: “admirable de simplicitè et des virtus apostoliques”.

Il giorno del congedo da Marsiglia, 29 ottobre 1865, il medesimo cronista afferma che “la chiesa era colma, quasi non poteva contenere tutta quella folla avida di contemplare ancora l’illustre Vescovo esiliato che tutti noi abbiamo imparato ad amare e a venerare”.

Quando nel 1865 scoppiò il colera a Castellammare, il Petagna si precipitò a Napoli per ottenere il permesso di andare a servire i suoi figli spirituali, ma il sottoprefetto Nuzzoputi non glielo accordò. Soltanto il 14 dicembre 1866 poté rientrare nella sua diocesi.

I suoi ultimi 12 anni di episcopato furono i più ricchi di realizzazioni. Il Vescovo si adoperò nel far sorgere fondazioni per rispondere alle esigenze dell’epoca.

Il 10 marzo 1871 scrisse una lettera pastorale che doveva servire come preparazione per la consacrazione dell’intera diocesi ai Sacri Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe.

Per creare oasi di santificazione approvò con decreto vescovile due famiglie religiose, tuttora operanti nella Chiesa: le suore Compassioniste Serve di Maria (27 maggio 1871) e le suore Francescane Alcantarine (17 ottobre 1874).

Il 16 luglio 1871 fondò l’Istituto religioso delle Vittime (oggi Religiose) dei Sacri Cuori, alle quali affidò l’impegno della riparazione, un amore grande alla Chiesa e al Papa e la promozione integrale dei fratelli più bisognosi e poveri. Per loro, nel 1875, scrisse le Regole e le Costituzioni.

Affetto da leucemia, dopo una vita ardua nel cammino nella perfezione cristiana, si spense, in assoluta povertà, il 18 dicembre 1878.


PS: Chi desidera approfondire o vivere gli ideali e le tradizioni delle congregazioni approvate da Monsignor Petagna, senza per questo dover aderire al Novus Ordo Missae e alle eresie moderniste che purtroppo si stanno diffondendo all’interno della Chiesa cattolica dal Concilio Vaticano II in poi, può liberamente rivolgersi a noi per consigli o aiuto.

Biografia del Beato Bronisław Markiewicz

Bronisław Markiewicz nacque il 13 luglio 1842 a Pruchnik, una piccola località vicino a Przemyśl, in Polonia. Giovanissimo, durante gli studi ginnasiali visse una profonda crisi di fede. Questa esperienza fu determinante per le sue scelte. Dopo la conversione e il conseguimento della maturità, entrò nel Seminario Maggiore di Przemyśl e il 15 settembre 1867 ricevette l’ordinazione sacerdotale. Svolse il ministero sacerdotale nelle parrocchie di Harta, Przemyśl, Gać, Błażowa. Gli fu anche affidata la formazione dei seminaristi, in qualità di insegnante di omiletica e teologia pastorale presso il Seminario Maggiore di Przemyśl. Leggi tutto “Biografia del Beato Bronisław Markiewicz”

Maria Teresa Spinelli: dapprima moglie maltrattata, poi fondatrice di una congregazione insegnante

La vita della Spinelli è decisamente fuori dal comune: non conosciamo nessun’altra donna sposata che, costretta a separarsi dal marito a causa del suo comportamento violento, sia poi diventata fondatrice di una congregazione insegnante.

 

Maria Teresa Spinelli nacque a Roma il 1° ottobre 1789. I suoi primi anni di vita coincidono con i tempi difficili della Rivoluzione francese. Era l’ultima di nove figli e la sua famiglia fu colpita dalla stessa povertà di cui soffrirono molti romani all’epoca.

Teresa aveva soltanto sedici anni, quando i genitori la diedero in sposa a Luigi Ravieli, uomo violento e di idee rivoluzionarie. Benché percossa e spesso in pericolo di vita, sapeva soffrire in silenzio e offrire tutto per la conversione dello sposo. Ma i vicini di casa decisero di denunciarlo alle autorità ecclesiastiche di quel tempo e Teresa fu quindi separata dal marito. Leggi tutto “Maria Teresa Spinelli: dapprima moglie maltrattata, poi fondatrice di una congregazione insegnante”

Il Marchese Falletti di Barolo, modello esemplare per la pedagogia cattolica

Carlo Tancredi Falletti di Barolo è stato un esempio straordinario di politico e pedagogo cattolico, da imitare e da prendere come riferimento soprattutto ai nostri giorni per una vera rinascita della scuola cattolica in Italia.

a cura di Valerio Duilio Carruezzo

Accade frequentemente che grandissime personalità che hanno segnato il corso della storia, vengano poi da essa volutamente dimenticate ed occultate, per la loro opposizione ai progetti ed alla volontà corrotta del mondo. Leggi tutto “Il Marchese Falletti di Barolo, modello esemplare per la pedagogia cattolica”

Luci bianche nella notte

Parrebbe incredibile venire a sapere che, ancora oggi, vi sia una congregazione religiosa che si prende cura dell’educazione cattolica in maniera tradizionale. E invece è una realtà, chiara e tonda! Le Domenicane insegnanti di Brignoles e Fanjeaux si occupano della formazione culturale e spirituale delle ragazze, dall’asilo alla maturità; e non hanno cominciato ieri… La Congregazione del Santo nome di Gesù, da cui provengono le due case, è nata due secoli fa, in un momento preciso, per uno scopo preciso. Ecco in breve la loro storia…

Leggi tutto “Luci bianche nella notte”